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Chiacchierata con Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize

21 Aprile 2021

Su L'Espresso ho fatto una lunga chiacchierata (su letteratura, su origini umili e editoria, sui 40 rifiuti, sull’amore, sull’essere queer, sulla possibilità di vincere il più importante premio inglese senza trucchi, da outsider e raccontando la working class, su madri e padri e su molte altre cose) con Douglas Stuart, [...]

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Italiana, il nuovo romanzo, dal 16 febbraio

3 Febbraio 2021

Ecco “Italiana”, il mio nuovo romanzo. “Italiana” è la storia di una donna che combatte per diventare se stessa, una donna in rivolta che trova la forza di cercare la sua libertà, finché capisce che la fiamma che la abita è inestinguibile, e che anche nel mezzo del più rigido [...]

Madri nelle carceri etiopi, su L’Espresso

7 Gennaio 2021

Donne. La potenza del femminile. Donne e impotenza. Donne e potere. Nell’ultimo numero dell’anno de L’Espresso dedicato alle donne, io parlo delle ultime donne del mondo: le indomabili madri etiopi rinchiuse in carceri disumane insieme ai loro bambini (le fotografie, bellissime, sono di Carolina Paltrinieri). Non si può che partire [...]

Un mio studio sul Vento. Su L’Espresso

9 Novembre 2020

Dentro ciò che è reale eppure invisibile, per sua natura o perché costretto dalla violenza, si nasconde quasi sempre la possibilità di una profonda comprensione delle cose. “Ognuno è come è basso o alto il suo cielo, il vento presente o assente” scriveva Gertrude Stein. Sono partito da qui, e [...]

Reportage sul mondo dei sordi. Su L’Espresso

29 Settembre 2020

Forse il reportage più difficile che abbia mai fatto. Sono entrato per qualche settimana dentro la vita dei sordi, per scoprire un universo altro, ricchissimo, complessissimo, autonomo (sono anche andato in giro per un po' con un tipo speciale di tappi che simulano la sordità). Per uno scrittore le parole [...]

“E tu splendi” ora in tascabile

30 Giugno 2020

Dopo due anni e mezzo, esce l’edizione economica di “E tu splendi”. Quando uscì, per il “mercato editoriale” non era facile credere al terzo romanzo di una trilogia, un romanzo che, dal punto di vista di un bambino e con la sua lingua (cosa vietatissima), racconta l’avversione all’altro che si [...]

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2 days ago

Giuseppe Catozzella
Da decenni è in atto l'occupazione armata (colonizzazione) di uno Stato nei confronti di un altro Stato sovrano. Questo avviene sotto gli occhi della comunità internazionale. Avviene anche perché i media di tutto il mondo non raccontano le cose nei termini in cui realmente avvengono, mentendo scientificamente nel riportare i fatti. Lo fanno per confondere l'opinione pubblica e impedire quindi che, unita, faccia pressioni sulla politica locale affinché intervenga. Questo meccanismo permette alla colonizzazione di proseguire. Alla base di queste menzogne ci sono i rapporti geopolitici di alleanze economico-militari tra Stati.Ecco qualche basilare verità, per cercare di fare chiarezza. 1. Quella tra Israele e Palestina non è una guerra (una guerra prevede due eserciti contrapposti), ma un'occupazione armata e continua dell'esercito di uno Stato nel territorio di un altro Stato sovrano. Al massimo si può parlare di "conflitto asimmetrico", dal momento che per fronteggiare la colonizzazione alcuni gruppi armati (tra cui Hamas) reagiscono (istruttivo a proposito per esempio un articolo di ieri su IlPost che spiega che l'esercito israeliano ha a disposizione le armi più avanzate al mondo, droni sofisticati e sistemi per raccogliere informazioni di intelligence da usare per compiere attacchi aerei mirati, e un sistema di difesa antimissilistico, chiamato Iron Dome, che finora ha intercettato e distrutto la stragrande maggioranza dei razzi sparati dalla Striscia. Hamas possiede solo rudimentali missili terra-terra). Un conflitto asimmetrico dovrebbe essere impedito dalla comunità internazionale.2. L'esercito israeliano in questa occupazione annuncia di colpire i gruppi armati ma sta targettizzando i civili (per ora sono almeno 140 morti, tra cui almeno 40 bambini). 3. I palestinesi non sono terroristi, come siamo abituati a sentirli descrivere. Non sono loro ad attaccare, e gli israeliani poi a rispondere. E' vero l'esatto contrario.4. L'ennesimo picco di conflitto di questi giorni nasce per esempio dal fatto che i proprietari palestinesi di 28 case del quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme sono stati minacciati di espulsione dalle proprie abitazioni da un gruppo di coloni israeliani ultra-nazionalisti. Esattamente come se cittadini di un altro Paese entrassero con la forza a casa nostra e ci costringessero a lasciarla, seduta stante. Questo avviene continuamente e da decenni sotto gli occhi della comunità internazionale.5. Se si cerca in rete una mappa dell'espansione negli anni delle colonie israeliane all'interno dello stato della Palestina ci si rende conto che il progetto, che verrà certamente portato a termine, dell'occupazione di Israele di tutta la Palestina è già a buon punto.6. Poco più di due anni fa sono stato in Palestina per un tour di presentazioni nelle università di varie città palestinesi dell'edizione araba del mio romanzo "E tu splendi", e per la prima volta ho visto con i miei occhi l'occupazione armata israeliana della Palestina. Essendo sempre stata coperta dai mezzi di informazione, non ero preparato. E' stata una delle esperienze più scioccanti della mia vita. Nel corso di quei giorni trovavo conforto solo nel pensiero che almeno ci fossero le Nazioni Unite ad affermare la verità di quanto stavo vivendo, e poi nella visita al museo dell'occupazione ideato dall'artista Banksy, a Betlemme. In quel museo sono stato momentaneamente rincuorato dall'esistenza di voci libere e influenti che raccontano la verità, e a volte questo basta per sentirsi meno soli. All'aeroporto di Tel Aviv, dopo la perquisizione di rito, gli agenti nel mio telefonino hanno trovato fotografie dei luoghi palestinesi che avevo visitato in quei giorni. Mi hanno requisito passaporto, telefono, computer e bagagli, mi hanno interrogato e detenuto ore, senza farsi mancare insulti, prima di lasciarmi andare.7. Al mio rientro in Italia la sofferenza per quanto avevo visto era tale che ho sentito il bisogno di rendere tutto pubblico, raccontando in un reportage. Il reportage (che allego nelle foto sotto) è uscito sull'Espresso a ottobre 2018. Da allora ho ricevuto decine di minacce di morte, mi è stato hackerato il sito e sono avvenute altre azioni per delegittimarmi in quanto autore di quel reportage.8. Anche questo post sarà preso di mira.9. Se non la si vede con i propri occhi è impossibile immaginare la colonizzazione, e si è (come ero stato anch'io fino a quel momento) preda delle menzogne dei mezzi di informazione. Nel migliore dei casi si è confusi sulla questione. Ho provato a raccontare l'occupazione armata nel reportage allegato, spero possa servire per capire un po' di più di quanto sta accadendo. ...
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